L’intervento si
qualifica per l’applicazione di tecniche di consolidamento originali
di tipo tradizionale per strutture in c.a., e per la dimensione del
fabbricato.
Il fabbricato, la
cui costruzione risale agli anni ’70, è composto da due edifici
allungati (corpo “A” e corpo “B”) per un totale di 35 appartamenti
oltre negozi e garage, collegati da una scala centrale in cui è
presente un ascensore. Nella progettazione strutturale non si era
tenuto conto di criteri antisismici in quanto non obbligatorio
essendo all’epoca la zona non sismica.
In seguito al
terremoto in Irpinia del Novembre 1980 il fabbricato subì gravi
danni, in special modo negli elementi non strutturali (tramezzi,
tompagni, ecc.) disposti nella direzione corta (dir. y)
dell’edificio, dove non erano presenti telai in quanto secondo le
tecniche tradizionali adottate si usava disporre telai solo nella
direzione lunga (dir. x) longitudinale e scaricare i solai nella
direzione corta trasversale.
Gli elementi
strutturali maggiormente danneggiati furono alcuni pilastri d’angolo
e la scala che aveva reagito come una cerniera.
L’intervento di consolidamento strutturale si è basato sui seguenti
criteri: collegare i plinti isolati di fondazione con un graticcio
di travi per evitare cedimenti differenziali; irrigidire la
direzione corta y con la creazione di idonei elementi strutturali
(pareti di taglio); staccare la scala dai due corpi di fabbrica;
intervenire localmente sugli elementi resistenti laddove necessario.
C’è da sottolineare che tutti gli interventi sono stati eseguiti
mentre il fabbricato era utilizzato ed abitato non essendo stato
possibile sgombrare l’immobile.
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